Rebecca Orrù
Nasce a San Benedetto del Tronto nel 1990 e cresce in una famiglia dedita all’arte; avendo entrambi i genitori pittori di professione e fratelli maggiori che seguivano i loro passi non poteva stare troppo alla larga dall’arte. Difatti frequenta il liceo artistico e comincia ad essere pubblicamente attiva partecipando a progetti, concorsi, estemporanee, e collettive (tra le quali “Stanze Aperte” del 2008 presso le vie di Altidona, molteplici edizioni di “Arte Insieme” presso la Pietraia dei Poeti e le varie iniziative promosse dall’associazione ProArte).
Si interroga presto su quale sia il vero concetto d’arte e in un lento processo di sviluppo delle sue idee approda oggi ad una simpatia per la ricerca del bello, con tendenza al decorativismo anche per applicazioni eclettiche. Tuttavia non ama la freddezza dell’arte che per essere apprezzata ha bisogno di un mediatore interprete o della sterilità del “bello per il bello”, infatti la luce e i colori nelle sue opere si caricano di significato divenendo metafora di un linguaggio pittorico, perché è così che avverte l’arte Rebecca Orrù, come espressione di qualcosa di non tangibile, uno strumento di comunicazione che suscita emozioni e, anche se privo di parole, capace di urlare o di bisbigliare un messaggio. Per questo, conseguentemente alla sua conversione di fede il soggetto dei suoi lavori cambia: la sua arte ha ora il sentimento di raggiungere il suo pubblico attraverso il dono di questa espressione per condividere il lieto messaggio del vangelo di Cristo, il Signore Yeshua, scorporato dalle dottrine fuorvianti e riportato alla vera essenza del messaggio biblico, attraverso la traslazione degli scritti metaforici in immagini simboliche.