Nata nel 1984 a Klaipeda, Lituania. Sin dall’infanzia si sente attratta dall’arte. A sedici anni, entra nell’Art Study Guboja per studiare disegno e pittura accademica.
Amante dell’arte, della letteratura e della storia, con la voglia di unificare queste sue tre passioni, decide di iscriversi all’Accademia delle Belle Arti di Vilnius nella specializzazione Storia, Teoria e Critica dell’Arte. Conseguita la laurea, lavora inizialmente come copywriter nel settore pubblicità ed organizzazione eventi. Dal 2009 l’amore la porta ad essere sempre più presente in Italia dove inizia a collaborare come corrispondente per alcune riviste lituane.
Le barriere che si presentano a causa della diversità delle lingue tra due paesi, la spingono a rivalorizzare l’universalità del linguaggio delle immagini. Una serie di coincidenze in un momento particolare della vita, la portano ad incontrare la maestra Grazia Carminucci con la quale riprende il suo cammino artistico in una nuova luce.
L’Arte deve ispirare. Attrarre con la sua forma. Guardando un’opera d’Arte, l’uomo non dovrebbe arrovellarsi il cervello cercando di indovinare che cos’è e perché. Guardando non dovrebbe pensare ma intuire, sentire. Esattamente così, come guardando un simbolo, il cui significato si apre lentamente scavando nell’inconscio. L’opera è letta a strati, viene riconosciuta a strati e si rivela a strati. Essa deve agire emozionalmente. L’Arte non è creata per la mente, ma per il Cuore, e ancora più precisamente per l’anima, dove regnano non i sensi ma le sensazioni.